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Opis
English: Coat of arms of the Italian Archbishop Andrea Mugione, Archbishop of
Español: Escudo de armas del arzobispo italiano Andrea Mugione, arzobispo de
Italiano: Lo stemma episcopale di S. E. Mons. Andrea MUGIONE reca in alto una croce e, nello scudo sottostante, due mani emergenti dalle nubi, una ostia, contornata da raggi luminosi, una colomba con le ali spiegate su Maria SS.ma orante e sugli Apostoli, a Lei vicini.

Ricco di significati teologico, esso raffigura il mistero trinitario, esprime i rapporti tra la SS. Trinità e la Madonna e il ruolo dello Spirito Santo e della Sua Sposa nel popolo di Dio.

Le mani di Dio Padre sono protese in un gesto d’amore, quello della donazione del Figlio, presentato nell’espressivo simbolo eucaristico.

Nella parte sottostante, si nota lo Spirito Santo, raffigurato nella colomba: dono del Padre e del Figlio, Egli è posato su Maria e gli Apostoli che segue con uno sguardo vigile, attento e amorevole.

Alla base, si leggono le parole “COMMUNIO ET MISSIO” , che in efficace sintesi, enunciano i contenuti essenziali della teologia trinitaria, ecclesiologica ed indicano, in un binomio programmatico, la lettera e lo spirito di una pastorale valida per tutti i tempi, al di là dalle tecniche metodologiche contingenti e, perciò, variabili.

Il termine “COMMUNIO” ha un primo riferimento alla comunione trinitaria, di cui sono indicate, nello stemma, la fecondità e l'apertura: il Padre genera il Figlio, dal Padre e dal Figlio, come da un unico principio, procede lo Spirito Santo e tutte e tre le Persone Divine si aprono al mondo per salvarlo e santificarlo.

Le mani del Padre, l'Ostia raggiante e lo sguardo della colomba, rivolto a Maria Santissima ed agli Apostoli, esprimono in modo toccante l'apertura della famiglia divina a quella umana in una donazione che è la più grande epifania dell'amore divino, in quanto ne tocca il vertice nell'Eucaristia, mistero stupendo di carità, nello Spirito Santo, cuore del corpo mistico di Cristo, e nella Madonna, sacrario dello Spirito Divino.

Lo stesso termine ci ricorda pure la nostra vocazione alla comunione con Dio e tra noi, in Cristo: comunione che è partecipazione alla vita divina, mediante il dono dello Spirito Santo, offertoci da Cristo Gesù, per cui la nostra comunione è con il Padre per mezzo del Figlio, nello Spirito Santo. Essa si articola ed esprime verticalmente cioè con Dio in Gesù Cristo ed orizzontalmente cioè tra di noi, resi partecipi dello stesso Signore e del medesimo Spirito.

La comunione con Cristo e tra noi, poi, si realizza nella Chiesa, «popolo adunato nell'unità del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo», che vive nel servizio fedele e generoso a Dio ed all'uomo.

Essa diventa una realtà vitale mediante l'azione dello Spirito Divino, principio attivo che la guida e santifica, unificandola con la carità, istruendola con i suoi doni, abbellendola con i suoi frutti.

E poiché la Chiesa si realizza, in modo eminente, nell'assemblea eucaristica, è facile intendere il valore e la centralità dell'Eucaristia, segno di unità, vincolo di carità e sacramento del Corpo mistico perché ci unisce a Cristo, ci congiunge fra di noi, facendo così di tutti un solo corpo.



L'altro termine, pure ricco di contenuti, dello stemma è “MISSIO”.

La comunione non è fine a se stessa, porta alla “missione". "Comunione e Missione si richiamano a vicenda. essendo dimensioni essenziali e costitutive dell'unico mistero della Chiesa: il Verbo incarnato, mediante il Suo Spirito, mentre accoglie nella Comunità Divina la Chiesa, la rende partecipe della missione di salvezza, ricevuta dal Padre e in essa e per essa la realizza continuamente nella storia” (Cfr. CEI, Comunione e Comunità, n°. 2).

Così la "missione della Chiesa trova la sua prima origine, il suo perenne fondamento e la sua suprema finalità nella Trinità quale mistero di vita e di comunione. La Chiesa procede dal disegno eterno ed universale di salvezza del Padre, dall'amore e dall’ opera redentrice del Figlio, dall'invio e dall'azione santificatrice dello Spirito Santo”. (Cfr. CEI, L'impegno missionario della Chiesa italiana, n°. 15). Alla luce di tali insegnamenti e di quelli espressi in proposito nei vari documenti del magistero, è facile comprendere:

come la Chiesa e, quindi, tutti i membri del popolo di Dio (vescovi, presbiteri, religiosi e laici), benché a diverso titolo e con diversi ruoli e carismi, siano chiamati e mandati, per effetto dell'incorporazione ed assimilazione a Cristo, mediante il solo battesimo o anche dell'ordine sacro, a salvare i fratelli. La Chiesa-comunione deve esprimere la forza di collaborazione tra Clero, Religiosi e laicato per portare i valori del Vangelo nella famiglia, nella scuola ed in altri settore della vita sociale; come sia necessario in ogni Cristiano il rinnovamento spirituale nel senso più ampio della parola per la riuscita della missione, tesa al- l'avvento del Regno; come rivesta una importanza fondamentale l'unione perseverante di spirito e di azione, essendo l'unità la condizione indispensabile di credibilità e di efficacia del- la missione: quanto più la comunità ecclesiale vivrà la missione nella comunione tanto più rinnoverà se stessa, sarà fermento di fraternità ed affretterà l'avvento del Regno di Dio.


Queste idee vengono spontanee a chi osserva lo stemma, testè riportato, ideato da Mons. Andrea Mugione che in esso ha proiettato la sua vita interiore e tracciato, nel contempo, un chiaro e valido programma pastorale, legato alla dottrina conciliare, alla saggezza del luminoso magistero dei vescovi italiani ed affidato, per la sua piena realizzazione, alla protezione della Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, Regina degli Apostoli.

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